Keanu Reeves e gli altri attori che ci sono piaciuti a Sanremo

La star di Matrix e Piccolo Buddha sarà ospite dell’edizione 2017 del Festival. Ma non è l’unica celeb maschile di Hollywood che ha messo piede sul palco dell’Ariston. Da Antonio Banderas a Will Smith: gallery di ripasso!

È l’eroe della trilogia Matrix. L’attore che si è ritagliato un posto indelebile nella storia del cinema di fantascienza (e non solo). L’uomo che forse più di tutti, fra le superstar di Hollywood, ha saputo mantenere un costante velo di riservatezza su vita privata e vicende personali.
Anche per questo, probabilmente – e non soltanto per quel suo sensualissimo fascino esotico – ci piace Keanu Reeves.
Nato a Beirut 52 anni fa, papà geologo americano e mamma ballerina inglese, in onore del trisavolo paterno di origini hawaiane fu chiamato Keanu, quale forma abbreviata di Keaweaheulu, che nella lingua dei nativi delle Hawaii significa «brezza leggera che sale dal mare verso i monti».
Icona cinematografica da oltre 20 anni, ha all’attivo più di 50 film (l’ultimo, in uscita nelle sale italiane il 23 marzo, è John Wick: Chapter 2, nel cui cast figurano anche Riccardo Scamarcio, Franco Nero e Claudia Gerini), gran parte dei quali veri e propri cult per cinefili: dalla trilogia di Matrix a Point Break (da cui è sorta la sua passione per il surf), da Dracula di Bram Stoker a Piccolo Buddha, da Johnny Mnemonic a L’avvocato del diavolo.

Nella serata di mercoledì 8 o giovedì 9 febbraio Keanu Reeves farà la sua apparizione anche sul palco dell’Ariston, quale super ospite dell’edizione 2017 del Festival di Sanremo.
Prima di lui, altri celebri volti del mondo del cinema e dello spettacolo hanno già calcato il palcoscenico sanremese:  Antonio Banderas e Russel Crowe nel 2001, Orlando Bloom nel 2006, Vincent Cassel e Kevin Spacey nel 2009, Andy Garcia e Robert De Niro nel 2011, Will Smith nel 2005 e nel 2015.

Una curiosità: Reeves è anche protagonista di diversi meme, tra cui Sad Keanu, in cui è raffigurato seduto su una panchina e triste mentre mangia un tramezzino in un parco. Forse, per sfatare l’idea di un suo carattere particolarmente malinconico (o forse proprio per rimarcarlo) l’attore ha pubblicato nel 2011 un libro di poesie, non troppo serio, né del tutto ironico, intitolato “Ode to Happiness“. Una meditazione e al tempo stesso una sottile satira su come far fronte ai dolori della vita.

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