Manuel Agnelli a XFactor 2016, elogio della cattiveria

Il frontman degli Afterhours, neo giudice di X Factor 2016, conquista con il suo aplomb e la sua tagliente ironia. Puntata dopo puntata, elargisce “no” impietosi (ma opportuni), conditi da espressioni eloquenti e battute sagaci…

Altro che vomitate sul pubblico alla Gene Simmons dei Kiss! Sui giovani d’oggi, Manuel Agnelli “ci scatarra su” veramente. Lo fa nelle vesti di neo giudice della decima edizione di X Factor, una scelta non casuale, perché: «voglio portare un punto di vista diverso sulla musica».
Il frontman degli Afterhours mostra, nella sua inedita veste, una severità tempestata di ironia che gli è valsa subito il titolo di cattivissimo del rock e dintorni.
Una “cattiveria” che ha però il suo fascino, specialmente se attribuita a un musicista che con la sua band ha fatto la storia del rock underground in Italia. La verità è che «ognuno nella vita ha un ruolo. Il moscerino ha un ruolo, la blatta ha un ruolo e io ho questo: il “disturbante”».

Giudizi tranchant, battute sagaci, espressioni eloquenti di disappunto sono tuttavia il frutto di un atteggiamento mai gratuito o infondato da parte di Manuel, ma sempre accorto e ben ponderato. Del resto, «la musica è un terreno ricco anche di frustrazione. Bisogna farla se davvero se ne avverte il bisogno dentro», sottolinea. E lui, in questa stravagante “missione musicale” vuole essere proprio sincero, «molto sincero e molto cattivo quando serve, ma pure entusiasta quando capita qualcosa che mi piace».

Avete mai sentito parlare dei “no” che aiutano a crescere? La psicologia evolutiva funziona per tutti, inclusi gli esordienti di X Factor. Non è semplicemente un sì, l’indulgenza, la fiducia a prescindere o il “bravo” detto con l’applauso a suggellare un talento. La vera vocazione è figlia anche di qualche no sincero, detto al momento giusto. Da una persona giusta.

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